di Gianmario Siboni
Avevo poco più di sei anni quando mi trasferii nel Centro Storico con la mia famiglia, dall'allora periferia Via Dalmazia. Potevo così andare a scuola a piedi dalle Suore dell'istituto Faa di Bruno, nonostante la mia tenera età, e con mia sorella Adriana ai negozi sotto casa a fare spesa. Iniziai a conoscere il fruttivendolo Castagnin, le sorelle Martine della drogheria, la lattaia Testa, il pescivendolo Pinto, l'edicola, la farmacia, la tabacchina Elsa, il negozio di giocattoli Zunino e la farinata Puppo.
Con il tempo iniziai ad andare da solo a comprare cena: il latte, la gorgonzola, un chilo di mele, e quant'altro occorresse. Solitamente approffittavo e mi fermavo al negozio di giocattoli per vedere le vetrine oppure i fumetti esposti dal giornalaio, e ciò causava il solito rimprovero di mia mamma per il troppo tempo che ci mettevo per fare le commissioni.
C'era un solo negozio nel quale mi recavo e che se anche avessi fatto tardi nessuno aveva nulla da eccepire: era da Puppo per comprare la farinata.
Si in quegli anni la coda dei clienti arrivava a volte fuori dalla porta, e si doveva aspettare pazientemente per poter degustare la famosa farinata che Puppo sfornava affettuosamente in due teglie dai forni rigorosamente a legna.
Era di solito d'inverno che si preferiva mangiare la farinata, e il negozio, che aveva anche qualche tavolo davanti al bancone, apriva alle 18:30, ma prima delle 19 non usciva la prima infornata.
Ai tavoli il più delle volte vi erano ragazzi, militari, qualche copietta, circondati dalle persone in piedi a fare la fila, ad aspettare di poter portare a casa questa specialità calda e fumante.
Dalla fine degli anni '50, quando Puppo aprì questa attività supportato dalla moglie e dalle figlie Carla e Maria, ad ogni cos'è cambiato? Sostanzialmente nulla, v'è sempre la coda, che nei giorni di festa raggiunge l'uscita, la farinata è sempre cotta con forno a legna, forse più tavoli disposti in un locale più grande, forse l'orario d'apertura che a mezzogiorno, forse qualche portata in più, anche se la farinata rimane sempre la specialità.
Ma, osservando bene si, sono cambiati i gestori, infatti dal 2003 le sorelle Carla e Maria hanno lasciato in mano di altre due sorelle Elena e Marta Ghigliazza, coadiuvate dalla mamma Anna e dal padre Nino.